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 “LE STANZE DEL PIACERE”

di
Giovanna Nastasi

Scene e costumi Federica  Buscemi
Musiche Giuseppe E.  Giunta
Regia Francesco Di Vincenzo

NOTE
Marta ha 28 anni ed una teoria di insoddisfazioni che le pesano sull’animo e sul corpo. Conosce Danilo, strana ed ambigua creatura, dal fascino fuori dall’ordinario. Attraverso questo rapporto di sensi Marta colmerà i vuoti della sua vita, scoprendo una dimensione fisica e dell’anima che, sepolta da adolescente nelle pieghe della sua memoria, si proporrà da ora in poi come unica ed insostituibile.
Questa, in breve, la storia de “Le stanze del piacere”, testo che diventa pretesto per fare dello spazio scenico il luogo dell’erotismo.
Erotismo puro, senza orpelli intellettualistici, senza percorsi di indagine psicologica; talmente puro da prestarsi ad essere letto secondo la sensibilità di ciascuno spettatore, in ciascun momento. Più che di un testo teatrale, potremmo parlare di partitura musicale per strumenti a corda; tensione continua d’archi per una melodia che, passando per lo stomaco, ti tocca l’anima. La messa in scena è un esperimento volto a provare che  teatro ed erotismo, si badi bene mai a luci rosse, possono combinarsi in un incontro artistico dai risultati di altissimo livello.

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