La frattura e la riparazione
La frattura e la riparazione
Di Giovanna Nastasi
Può l’arte essere una terapia di aiuto nelle situazioni dolorose della vita? Può l’arte essere un balsamo per le ferite del corpo e dell’anima?
Con questi interrogativi, con la voglia di apprendere nuove tecniche che nutrono la mia preparazione di insegnante e formatrice autobiografica ma, soprattutto, con l’intenzione di toccare con mano la consistenza delle mie ferite, ho partecipato al workshop svoltosi nella bucolica cornice della terra di Bo il 24 e il 25 gennaio, presso Viagrande.
Il gruppo è stato guidato da Jessica Spinelli, Michele Cannavò, Alessia Giarratano, Grazia Corsaro, non semplici formatori, facilitatori ma persone radicalmente umane che osservano e hanno a cuore l’umano che vive nel prossimo.
In due giorni, attraverso la fototerapia, scrittura creativa, assemblage, musicoterapia, abbiamo seguito un percorso fatto di immagini, materia, suono e presenza.
Come scrive Luigina Mortari nel suo libro A scuola, l’arte di educare «i grandi scrittori offrono sapienti analisi dell’esperienza affettiva, descrivendo cosa accade nella mente, cosa si patisce, come l’emozione rende evidente il mondo relazionale. Il compito del docente consiste nell’avvicinare gli studenti alle grandi opere e di supportarli nel trovare nei testi strumenti che si applicano all’analisi e alla trasformazione di sé.»
Il mio obiettivo è quello di condurre la poesia, la letteratura, la filosofia e l’arte in generale, oltre le aule scolastiche o gli incontri riservati agli esperti, per abbattere quei limiti offrendo la Bellezza delle parole per riorientare le visioni del mondo.
Tale sensibilità sta, timidamente, iniziando a circolare in ambiente ospedaliero, si parla infatti di umanizzazione delle cure e di medicina narrativa. Quest’ultima, è un approccio alla pratica medica che valorizza il racconto e la narrazione come strumenti chiave per comprendere la malattia e il paziente, migliorando la relazione medico-paziente e la qualità delle cure. Si tratta di un approccio che integra l’aspetto scientifico con quello umano, ascoltando la storia del paziente e le sue emozioni per creare un percorso di cura più personalizzato.
Gli strumenti maggiormente utilizzati dalla Medicina Narrativa sono il Close Rea- ding e il Reflective Writing (Scrittura Riflessiva). Per Close Reading si intende la “lettura accurata” di un testo letterario in prosa o una poesia, ma anche di altri testi narrativi (artistici, musicali, filmici).
E’ sempre più evidente che qualsiasi approccio alla salute, se passa attraverso la centralità della persona, la parola, la gentilezza, l’empatia, il risultato clinico e psicologico ne trae un beneficio maggiore.
Del resto, non usiamo o necessitiamo tutti di parole di conforto? Di confronto? Di accoglienza?
La Medicina Narrativa (o “Narrative Based Medicine”), termine coniato da Rita Charon, nasce proprio con il tentativo di colmare la mancanza della Medicina Basata sull’Evidenza di prendere in considerazione per la cura gli aspetti personali del malato.
Lavorare con il gruppo, nel gruppo e individualmente mi ha restituito due consapevolezze fondamentali:
- Le persone rotte e riparate sono sempre le più autentiche e interessanti. Sono quelle che possiedono la cognizione del dolore;
- Un fatto è un fatto, un’emozione è un’emozione. Non bisogna per forza costruire castelli, ma lasciarsi attraversare. Non è necessario un senso definitivo secondo una logica. L’essere è sufficiente. Il non essere non è. Punto.
I miei compagni di laboratorio hanno offerto generosamente la loro esperienza, i formatori ci hanno accompagnato con delicatezza, dandoci la possibilità di osservare la nostra ferita (la sua profondità, la sua dolenza, il grado di riparazione), attraverso i laboratori manuali, esperienziali, corporei e di scrittura creativa.
La vita umana, infatti, non si basa unicamente sul sostentamento fisico e materiale, ma ha bisogno di un nutrimento spirituale che costituisce la sua energia vitale, cioè l’anima.
Il filosofo Martin Heidegger definisce le parole come la superficie di un lago profondo, il linguaggio come casa dell’essere. I poeti e la poesia sono l’anello di congiunzione tra filosofia e poesia, tra le parole e il significato dell’esistenza.
l poeta non inventa il mondo, ma lo disvela. Attraverso la poesia, il mondo non è più un insieme di oggetti anonimi, ma acquista un significato. Il poeta nomina le cose, portandole alla luce dell’Essere e permettendo loro di manifestarsi nella loro autenticità.
Non possiamo non pensare alle parole che il prof.Keating pronuncia ai suoi studenti nell’intramontabile film L’attimo fuggente:
«Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino. Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana. E la razza umana è piena di passione.
Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita.
Citando Whitman: ‘O me! O vita!… di domande come queste ricorrenti; di infiniti cortei d’infedeli… di città gremite di stolti; che v’è di nuovo in tutto questo, o me, o vita?’
Risposta. Che tu sei qui — che la vita esiste, e l’identità; che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso.
Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso.
Quale sarà il tuo verso?»
Lo chiedo spesso a me stessa e ai miei allievi.
L’identità (il chi siamo), del resto, non è un dato interno o metafisico, ma emerge e si svela come “identità narrabile”. Il senso della propria vita (l’identità) non precede il racconto, ma viene prodotto e riconosciuto solo quando la storia è narrata. È in questo momento di riconoscimento che si trova un nuovo senso all’esistenza, un senso che non poteva essere “progettato a priori”.
Un nuovo Umanesimo, dunque, deve ritrovare una vitalità ed essere un laboratorio in cui ogni persona si confronta con sé stessa attraverso il pensiero, l’arte e la scrittura.
La mia gratitudine va a tutti coloro che ho incrociato per quanto ricevuto.



Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!