Ascesa al Monte Ventoso. Laboratorio didattico/laboratoriale con la 3D IIS Marconi/Mangano di Catania

Come far amare la letteratura ai miei studenti non solo come concetto ma soprattutto come esperienza da vivere? Questa domanda, che è uno stimolo per la mia professione ad abbandonare schemi e rigidità delle progettazioni scolastiche, mi segue già da qualche anno.

Sono convinta che i libri parlano e tessono con noi un dialogo parallelo, una vita parallela. Le pagine ci sussurrano da secoli lontani, sono capaci di invitare altri commensali a questo Convivio. Non di rado compro un libro  suggeritomi dagli scrittori e dalle pagine sfogliate.

Nel tempo della velocità, la lentezza è un lusso che dobbiamo riprenderci e dobbiamo fare di tutto per donarlo, nel mio caso, ai miei alunni.

Così ho pensato, in quale modo porgere Petrarca e farne un loro amico?

La letteratura e la poesia necessitano il  recupero  della dimensione corporea perché sono i sensi e la capacità di provare emozione a tradurre un’idea in un’esperienza e quest’ultima, se vissuta significativamente, rimane nella memoria a lungo termine e sempre disponibile a darci una mano nei momenti di difficoltà.

Ho costruito il laboratorio su Petrarca partendo dall’Ascesa al monte Ventoso (uno scritto che consiglio a tutti), con i seguenti obiettivi:

  1. Amare la fatica perché essa è parte della vita e ci conduce verso obiettivi certi;
  2. Svuotare la mente attraverso la didattica outdoor e l’esercizio fisico;
  3. Ritrovare uno spazio di solitudine
  4. Confrontarsi con la scrittura autobiografica attraverso domande stimolo.

 

Agli studenti è stato fornito un foglio in cui erano indicati le soste e alcuni estratti della Lettera di Petrarca su cui riflettere attraverso i seguenti quesiti:

Cosa impariamo da questa lezione?

Ti capita di provare sentimenti contrastanti che non sai spiegare?

Cosa insegna la fatica a Petrarca? E tu come ti confronti con la fatica?

 

La valutazione è avvenuta attraverso un lavoro originale frutto in cui hanno potuto esprimere liberamente la loro creatività e le loro considerazioni.

In allegato due esempi.

 

 

https://prezi.com/view/v6TLk7nuZSrYf08AmnbC/?referral_token=YRU2jtlnB3FN di Cristian Corrado

 

Riflessione sull’esperienza e risonanza autobiografica di Simone Grimaldi 3d

 

L’Ascesa al Monte Ventoso

 

L’Ascesa al Monte Ventoso è stata un’esperienza molto interessante, sia dal punto di vista della letteratura sia dal punto di vista personale. Durante il laboratorio abbiamo letto il testo di Petrarca, in cui l’autore racconta la sua salita sul Monte Ventoso, una montagna in Francia dichiarata Riserva della Biosfera dall’UNESCO. Il monte è famoso per il vento forte chiamato Mistral, per il suo paesaggio e per il fatto che ogni ciclista sogna di scalarlo, tanto che il Tour de France passa proprio di lì.  Petrarca affronta questa salita non solo come una sfida fisica, ma anche come un modo per purificare la propria anima e trovare ordine dentro  di sé. La cima spoglia e il vento continuo rappresentano il caos che ognuno di noi ha dentro e la difficoltà di affrontarlo, e ci fanno capire che per riportare l’ordine, bisogna mettersi in cammino e accettare la fatica.

Durante la salita Petrarca racconta anche che a un certo punto prese una strada sbagliata, più facile e più comoda, ma che non portava alla cima. Fu costretto a tornare indietro e a rifare la strada per la seconda volta. Da questa esperienza capì che spesso la via più facile non è quella giusta, e che è meglio scegliere la strada più faticosa ma corretta, perché solo così si arriva davvero al proprio obiettivo. Questo episodio è molto simbolico, perché ci fa capire che nella vita, come nello studio o nelle scelte personali, scorciatoie e soluzioni facili non sempre portano al risultato migliore.