Kintsugi e scrittura autobiografica palestra Soham 15 marzo 2026

Una rottura avviene in due fasi: la ferita e la cicatrice.

Onore alle ferite scrive la poetessa C.L.Candiani, quando scegliamo di ascoltarle, di diventare i loro traduttori, allora esse si trasformano in pozzi.

In un pozzo profondo è custodita l’acqua fresca e pura da li provengono inattese risorse, percorsi inediti. Ogni ferita, sia fisica che interiore, ha bisogno di tempo e pazienza per essere disinfettata e trasformata in cicatrice. Quest’ultima non è l’oblio del vissuto o una semplice cancellazione ne costituisce, piuttosto, la trasformazione: è un livello più profondo che concilia il nuovo con il vecchio. La cicatrice è un segno da portare con orgoglio, sia per ciò che è stato perso sia per ciò che è stato guadagnato. Accettare una cicatrice significa accettare l’esistenza, chi la espone mostra le proprie trasformazioni individuali, la sua nuova storia, il suo nuovo volto.

Il Kintugi e la scrittura autobiografica aiuta tale processo.