Lavoro, Psicologia e Sport: il benessere del giornalista. 13 giugno 2026 Assostampa Ciminiere, Catania

“Lavoro, Psicologia e Sport: il benessere del giornalista” è il titolo dell’evento formativo che si è svolto il 13 giugno 2026 presso Le Ciminiere, in Viale Africa 12, Catania.

Relatori presenti:

  • Margherita Montalto, giornalista e psicologa;
  • Giovanna Nastasi, docente e scrittrice;
  • Maria Leonardi, musicoterapista;
  • Wanda Fonsmorti, maestra di Pilates;

Ha moderato Monica Colaianni, giornalista.

Indirizzi di saluto:

  • Concetto Mannisi, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti;
  • Gaetano Rizzo, Presidente regionale USSI o un suo delegato;
  • Nunzio Currenti, Presidente USSI Catania o un suo delegato;
  • Antony Di Stefano, Vicepresidente USSI.

L’iniziativa ha mirato a sensibilizzare i professionisti del giornalismo sui rischi legati allo stress lavorativo e al burnout promuovendo una cultura del benessere psicofisico, favorendo la consapevolezza di sé, il riconoscimento delle proprie risorse interiori e l’individuazione precoce dei segnali di disagio, mediante strumenti pratici per la gestione dello stress.

Favorire il cambiamento come opportunità di crescita è utile per il miglioramento della qualità della vita e delle prestazioni professionali. L’attivazione di strategie di coping e di problem solving permette di riorganizzare il proprio assetto mentale, liberare la mente da tensioni e pensieri disfunzionali, sviluppare un atteggiamento non giudicante e rafforzare il self-empowerment, favorendo una maggiore centratura personale e il raggiungimento dello stato di flow o esperienza ottimale.

Come tutto ebbe inizio…

Tutto è nato durante un Aperiussi organizzato da Ussi Catania. Mentre ci scambiavamo riflessioni sulla quotidianità delle nostre redazioni, è emersa con forza una consapevolezza condivisa: il mestiere del giornalista, pur essendo una passione, ci espone a ritmi serrati, pressioni costanti e un carico emotivo che spesso finiamo per sottovalutare. Ci siamo resi conto che il rischio di burnout è una presenza silenziosa, ma costante, nel nostro settore.

Partendo da questo presupposto ciascuno dei relatori si è concentrato, attraverso le proprie specializzazioni, sull’importanza della qualità del tempo interiore e sul riconoscimento precoce dei sintomi spia di burnout. Un filo rosso ha unito l’introduzione della psicologa Margherita Montato che, attraverso la sua relazione prima e la simulazione di un caso dopo, ha dato l’avvio ai lavori parlando del  concetto di stress. A seguire la Musicoterapista ha condotto il gruppo in un’esperienza immersiva usando la metafora dell’acqua e accompagnando i partecipanti con le sonorità dell’oceanodroma. A chiusura la maestra di pilates, con una dimostrazione pratica e dopo aver illustrato la nascita di questa disciplina, ha mostrato i benefici del pilates per l’equilibrio psicofisico.

Ho offerto il mio mondo poetico e esperienziale attraverso il preview del laboratorio di Kintsugi, ma ho anche portato con me le considerazioni dei partecipanti: bisogno di esporsi e parlare, ossessione della performance, necessità di apparire sempre forti, bisogno di connettere il dentro e il fuori, confronto con noi stessi.

 

In sostanza e, sembra quasi paradossale, stiamo parlando di UMANIZZAZIONE DELLA VITA, infatti si fa strada e sempre con maggiore evidenza la necessità di ripensare in modo radicale il nostro modo di stare al mondo, di trovare tempi e spazi di silenzio interiore, rallentare la frenesia dei giorni e l’iperconnessione social.

Ogni professione che coinvolge profondamente la relazione con il prossimo, la responsabilità della parola, il lavoro di gruppo, necessità con urgenza di luoghi di decantazione e di alleggerimento emotivo per non correre il rischio di burnout e l’inevitabile modalità automatica. Questi ultimi due aspetti, molto pericolosi e spesso sottovalutati, conducono alla spersonalizzazione del Sé, all’impoverimento dell’originale ed autentica dimensione personale e limitano l’essere umano alla semplice modalità del FARE.

Attraverso le strategie di coping, la mezza giornata di formazione, ha avuto l’intenzione di sollecitare nei partecipanti un atteggiamento più elastico per migliorare la qualità della vita e delle performance lavorative.

La musicoterapia, il pilates, il Kintsugi sono stati proposti come strumenti pratici per la gestione dello stress da lavoro correlato.

Questi percorsi, infatti, offrono l’opportunità di mettere al centro il corpo, troppo spesso trascurato e assoggettato alla mente, per riportarlo a una dimensione più naturale e armoniosa.

Ringrazio tutti gli organizzatori per l’invito e le realtrici che, insieme a me, hanno animato questa piacevole mattinata di formazione.