Laboratorio didattico/ esperienziale: n.1 LA COMUNICAZIONE EFFICACE

LA COMUNICAZIONE EFFICACE

Per tutto maggio fino alla prima settimana di giugno, ho condotto dieci incontri, che hanno coinvolto 19 alunni del triennio,  presso la mia scuola IIS Marconi/ Mangano di Catania dal titolo Team Building, l’importanza della soft skills nel lavoro di squadra. Ringrazio sin da subito la mia preziosa tutor, amica e collega prof.ssa Teresa Scacciante.

Nell’elaborare questo percorso, dopo quasi trent’anni di esperienza come insegnante, mi sono chiesta quale fosse il focus più importante e come impostare le lezioni. Sono arrivata alla conclusione che la chiave di lettura fosse l’ascolto attivo prima di sè stessi e poi degli altri, senza questa capacità nessun lavoro di relazione può avere dei risultati efficaci. La capacità di sentire sè stessi con accoglienza e senza giudizio è il primo passo verso un’apertura al prossimo senza schemi preconcetti nonchè lo strumento più utile per (ri) orientare le proprie azioni.

Mi sono concentrata nell’organizzazione di 10 laboratori didattico/ esperienziali aventi ciascuno come tema le Soft Skills, ossia quelle abilità relazionali, comunicative e comportamentali che, in una persona fanno la differenza, rispetto alle competenze strettamente tecniche e professionali, a partire dal contesto lavorativo.

Il primo incontro ha avuto come tema LA COMUNICAZIONE EFFICACE.

Pensiero stimolo: “Abbiamo una sola bocca e due orecchie, proprio per ascoltare di più e parlare di meno.
Molti vogliono insegnare, ma pochi sono disposti ad ascoltare.
Eppure, non si può imparare nulla se non si è prima capaci di accogliere le parole degli altri.” ( Seneca, Lettera a Lucilio)

Per comunicare efficacemente, sia con sè stessi che in gruppo, la prima cosa da superare è l’imbarazzo nel lasciarsi andare. Per questa ragione ho fatto giocare gli studenti con un elastico: prima da soli, poi in coppia e, infine, tutti insieme. Rompere il ghiaccio, mollare gli ormeggi dei propri schemi, lasciarsi sorprendere, sono i primi e non semplici passi su cui basare la comunicazione.

Successivamente ho proposto di attenzionare la figura del Buddha e sul perchè ha orecchie tanto grandi. Attraverso il dialogo collettivo, abbiamo compreso che l’apertura radicale del cuore e l’EPOCHE’, ossia la sospensione del giudizio sul detto del nostro interlocutore, sono due atteggiamenti su cui lavorare e da migliorare, poichè non ci può essere comunicazione, finalizzata al raggiungimento di un obiettivo, che non passi da un confronto sincero e non giudicante.

A questo punto ho posto loro due domande provocatorie: <<Possiamo dire di ascoltare se stiamo già pensando a cosa rispondere? Ascoltare significa, davvero, capire l’altro?>>

Attraverso un esercizio di scrittura e successiva restituzione collettiva, i partecipanti, si sono confrontati con se stessi su questi aspetti.

Pertanto, cosa rende la comunicazione veramente efficace? Attraverso il brainstorming abbiamo individuato una batteria di parole che mirano a definire con chiarezza un obiettivo per poi definire, con la semplicità del linguaggio, il processo con cui conseguirlo.

Empatia, Feedback, assertività, responsabilità, tono della voce sono le condizioni fondamentali  che abbiamo identificato  e sulle quali abbiamo espresso parere unanime.

Essere conduttrice di questo laboratorio, interroga prima di tutto me stessa, mi motiva a non dare mai nulla per scontato affinchè teoria e pratica siano, per quanto possibile, allineate.

 

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