Laboratorio didattico/esperienziale: incontro n.4 LA GESTIONE DEL TEMPO
Gestione del tempo: puntualità, rispetto delle scadenze, saper organizzare le proprie attività per non essere mai in ritardo…, si limita solo a questo un tempo ben vissuto?
Dice un proverbio Zen: << se corri troppo in fretta, nessuna cosa ti raggiungerà.>>
Attraverso degli esercizi corporei, all’inizio della lezione sciogliamo le tensioni delle precedenti ore scolastiche, partendo da una semplice considerazione: se non si fà silenzio dentro di sé, è difficile fare tutto il resto.
Poi andiamo alla domanda introduttiva: Che cos’ è il tempo?
– Un orario;
– una pausa;
– Una scadenza;
I Greci ci hanno insegnato che il tempo non è solo Kronos, è anche Kairós: possibilità di rallentare, di guardare senza fretta ai molteplici aspetti della vita e di noi stessi, e di compiere scelte nuove. I Greci ci hanno insegnato che esistono quattro modi di vivere il tempo:
Χρόνος (Chronos): Indica il tempo cronologico, quantitativo e lineare, misurabile in secondi, minuti, ore o anni. È il tempo che scorre inesorabilmente.
Καιρός (Kairos): Indica il tempo qualitativo, il momento opportuno, propizio o “giusto” per fare qualcosa. È un istante fugace da cogliere, differente dalla durata lineare di Chronos.
Αἰών (Aion): Rappresenta l’eternità, l’infinito, la durata intera della vita o un’epoca. È il tempo nella sua dimensione divina o esistenziale profonda.
Ὥρα (Hora): Indica un’ora specifica, ma anche una stagione o il “momento giusto” (simile a Kairos).
Domanda: quale tipo di tempo conosco e quale ho sperimentato?
Dopo la spiegazione, i ragazzi intervengono:
- G. Conoscere più parole ci aiuta a capire meglio ciò che sperimentiamo.
- D. Non mi annoio quando ho tutto il tempo occupato.
Dal razionale/cognitivo questi concetti sono stati trasformati emozione corporea attraverso l’esperienza.
Per prima cosa ho chiesto agli studenti di prendere un foglio e di dividerlo in quattro parti indicando: Vita personale, scolastica, amicale, familiare.
Consegna: pensare agli ultimi tre giorni e indicare quanto tempo abbiamo dedicato ai 4 ambiti e un episodio che merita di essere ricordato.
Sono riuscito/a fare tutto quello che dovevo? Ho rispettato i miei tempi e i miei obiettivi?
Questa riflessione è stata accompagnata da brani scelti dell’Ecclesiaste.
Nella parte conclusiva dell’esperienza abbiamo, letteralmente, giocato con il tempo:
Dopo aver ascoltato la canzone di Jovanotti Non mi annoio, aver provato a immaginare l’aiòn , aver giocato al fazzoletto per cogliere il Kairòs, esser stati al tempo con il metronomo (Chronos) e aver riflettuto se il tempo della settimana fosse stato equilibrato nei vari aspetti ( personale professionale, relazionale e familiare), viene fatta la domanda conclusiva: quale tipo di tempo vorresti vivere maggiormente? Con sorpresa La maggior parte dei ragazzi risponde: l’ Aiòn.
D.G. vorrei vivere l’Aion perché vorrei stare in pace con me e con gli altri, come non mi accade da tanto tempo.
La considerazione che vale sempre è per tutti è: mi controlla il tempo o posso anche io modellarlo, lasciando spazio anche per i miei bisogni più intimi e profondi?



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